mercoledì 7 febbraio 2018

come un amante geloso

"L'anima, se non è morta del tutto, ama spontaneamente il suo Creatore.
Anche se voi non ve ne accorgete, questa vostra luce, questa vostra fiamma, nascosta entro le opache barriere della carne, tende con nostalgia al Cielo da cui è venuta e sospira all'unione con la sua Origine.
Si trova persa fra estranei l'anima sulla terra e cerca la vicinanza con l'Unico che la rende sicura".
Che emozione leggere queste parole rivelate nei diari di Maria Valtorta, perchè riecheggiano in maniera sorprendente quanto avevo scritto in uno dei post a cui sono più legato: Nostalgia.
Occorrerebbe rileggerle tutte le volte che sentiamo questo senso di vuoto nell'anima che niente sembra poter colmare; quando la solitudine ci assedia a tal punto da far sorgere il sospetto che Qualcuno stia creando il deserto attorno a noi affinchè ritoniamo ad alzare lo sguardo al cielo cercando il suo volto, come un'amante geloso che pretende ogni attenzione e affetto, e si preoccupa di eliminare la più piccola occasione di tradimento del suo amore appassionato.

sabato 20 gennaio 2018

la luce

Un giorno ho visto un frammento della sua essenza nell'anima bella e raggiante di mia madre santa.
L'ho vista a mezzogiorno, come una grande farfalla bianca, camminava sulla pietra tiepida della mia finestra e sui marciapiedi scorreva, pietosa e clemente, come latte tiepido appena munto, che la sera da orizzonte a orizzonte diventava una striscia, quasi fiumi di giacinto, o formava nei cieli sereni vasche di sogno in cui s'infiammavano piccole isole di ninfee.
La Luce è la sposa del mio Pensiero, la figlia di Dio, è il vino della gioia dell'Universo, che una sera sgorgò come torrente dal fianco di Gesù, sgorgò come Perdono, laggiù, nei calici vuoti della disperazione degli uomini, radunati intorno alla tavola del Peccato.
La Luce è il sangue della natura, la corona della notte e la veste del giorno, è il marmo delle miniere celesti con cui l'arte, nel suo sogno immortale, scolpisce divinità dai candidi corpi.
Nel suo grembo la Sapienza è un canto, che nel profondo della notte i poeti bevono dalle stelle per suonarlo durante il giorno agli uomini.
Essa si dona a tutti, con tutti si frange e come ostia rimane indivisa.
Essa è l'ostia che scende ogni mattina sui nostri altari, nel mistero insanguinato dell'incarnazione, e io vado alla sorgente della luce...
Quante migliaia, quante migliaia di anni dovrò ancora camminare?

Daniel Varujan, Canti pagani  

lunedì 1 gennaio 2018

di speranza fontana vivace

Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridiana face di caritate,
e giuso, intra ’ mortali, se’ di speranza fontana vivace. 

Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, canto XXXIII.

Come una finestra illuminata in una notte buia
il vero amore è una quiete accesa.

Ungaretti




lunedì 18 dicembre 2017

il mistero del Dio Bambino

Perchè Dio si fa bambino?
Grande domanda questa.
Possiamo provare a rispondere chiedendoci anzitutto: cosa fa Dio diventando bambino?
Si mette nelle mani degli uomini.
Si affida completamente inerme alle sue creature, vulnerabile (appena nato vogliono già ucciderlo) e indifeso, esposto a qualsiasi oltraggio, offesa o indifferenza.
Così facendo ci dice chiaramente che, nonostante tutto, Egli si fida dell'uomo, a tal punto che abbandona persino la propria vita nelle sue mani.
Ha fiducia nella famiglia umana, nella quale sceglie di nascere e crescere.
E pare volerci dire: se io che sono Dio mi fido a tal punto dell'uomo e della famiglia umana, anche voi dovete fidarvi gli uni degli altri, e soprattutto della famiglia, luogo privilegiato di educazione all'amore, che dovete difendere e proteggere sempre.
Ma Dio vuole anche dirci: "avvicinatevi a me senza paura".
Non si può aver paura di un bambino.
Anzi, un bambino ispira tenerezza, desiderio di affetto, protezione.
Chissà perchè Dio ce l'immaginiamo sempre come un vecchio austero e distante, mentre invece l'immagine che forse gli corrisponde di più è proprio quella di un bambino.
Il mio augurio, allora è che la nascita del Dio bambino possa farci tornare tutti un po' più bambini e recuperare quello sguardo di stupore sul mondo che forse abbiamo perduto.

giovedì 7 dicembre 2017

Van Gogh vive

"Una volta ho visto un bel quadro; era un paesaggio serale.
In lontananza, sulla destra, una fila di colline, azzurre nel cielo della sera.
In queste colline lo splendore del tramonto, le nubi grigie costellate d'argento e d'oro e porpora.
Il paesaggio è una pianura o una brughiera, coperta d'erba e di steli gialli, era infatti autunno.
Il paesaggio è tagliato da una strada che porta a un alto monte, lontano, molto lontano; sulla sua cima una città che il sole al tramonto fa risplendere.
Sulla strada cammina un pellegrino col suo bastone. E questi incontra una donna - o una figura in nero - che richiama un'espressione di San Paolo: afflitto ma sempre lieto.
Quest'angelo di Dio è stato posto qui per consolare il pellegrino e per rispondere alle sue parole.
E il pellegrino le chiede: "Questa strada è sempre in salita?". E la risposta è: "Certo, fino alla fine, sii attento".
E di nuovo egli chiede: "E il mio viaggio dovrà durare tutta la giornata?".
E la risposta è: "dal mattino, amico mio, fino a notte".
E il pellegrino allora prosegue, afflitto ma sempre lieto ».

Vincent van Gogh

Sono stato qualche giorno fa alla mostra multimediale "Van Gogh alive" e sono rimasto folgorato!!!
Il video che segue da qualche idea sulla straordinaria ambientazione che caratterizza la mostra.




sabato 2 dicembre 2017

la verità vi renderà liberi

La mia maestra era una donna d'altri tempi, devota e severissima.
Un giorno ci diede da scrivere un compito dal tema libero: ciascuno poteva scegliere quello che più gli interessava.
Eravamo ancora bambini di una scuola elementare d'altri tempi, con una maestra che già a quei tempi era lei stessa d'altri tempi; figuratevi la sorpresa quando lesse il titolo del mio tema: la libertà!!!
Non mi ricordo di aver scritto niente di speciale ma semplicemente la scelta del titolo fu considerata un evento inaudito.
All'epoca ero convinto che libertà significasse poter fare tutto quello che volevo; col tempo ho capito però che la libertà deve avere un necessario legame con la verità.
"Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi" dice Gesù nel vangelo.
Sono libero non quando faccio quello che voglio ma quando scelgo quello che è giusto.
Solo la verità libera l'uomo.
La verità su se stessi e sul mondo.
Ma qual'è questa verità che ci libera?
Non è una teoria; non è un'opinione; non è una ideologia; non è un concetto.
E' una persona.
"Io sono la via, la verità e la vita"; Gv. 14,6.
La verità si è incarnata.
Ha lavorato con mani d'uomo.
Ha parlato con voce umana.
Ha amato con cuore di carne.
Ha sofferto sino all'ultima goccia del suo sangue.
Per dirci cosa?
"Ecce homo"; questo è l'uomo.
Solo nella misura in cui ci identifichiamo con Lui saremo veramente liberi.
Il cristianesimo non è una religione; è un manuale d'istruzioni d'uso della vita.