lunedì 21 maggio 2018

luce e tenebre

Perchè ora è a Te solo che posso parlare; nessun altro mi capirà.
Non posso portare altri di questa terra sulla nube dove vivo nella Tua luce: nelle Tue tenebre, dove sono umiliato e sperduto.
A nessuno posso spiegare l'angoscia che è la Tua gioia; la perdita che è il possesso di Te; la distanza da tutte le cose che significa l'arrivo in Te; la morte che è la rinascita in Te, perchè neppure io ne so nulla.
So soltanto che vorrei tutto fosse finito, vorrei tutto fosse incominciato.
Tu hai contraddetto ogni cosa: mi hai lasciato nella terra di nessuno.
Mi hai fatto camminare tutto il giorno sotto questi alberi sussurrandomi continuamente: "Solitudine".
Mi hai detto: "lascia ogni cosa e seguimi" e mi hai gettato addosso tutto il mondo.

Thomas Merton, La montagna dalle sette balze


lunedì 14 maggio 2018

la croce fiorita

l'altro giorno sono entrato per caso in una chiesa: all'ingresso mi ha catturato l'immagine di una ragazza stampata su un volantino che invitava alla presentazione di un libro.
Mi hanno colpito i suoi occhi profondi e il suo sguardo aperto sull'infinito.
Ho preso il volantino e, soltanto oggi, ho cercato la storia che sta dietro quello sguardo.
Ho trovato questo video che la sintetizza in 7 imperdibili minuti.

venerdì 20 aprile 2018

gratitudine che rigenera

Riesci a essere grato per ogni cosa nella tua vita? Intendo dire, in ogni circostanza, situazione o persona che ti mettono in difficoltà o in sfida?
La gratitudine non è frutto delle circostanze, non è un sentimento valido solo quando tutto funziona alla grande.
Essere grati è un modo di vedere il mondo, la tua realtà, la vita stessa.
Questo accade a chi vive nella gratitudine autentica e ha compreso il vero potere di un atteggiamento grato.
Riesci a essere grato veramente per tutte le volte che le cose non vanno come vorresti o come ti saresti aspettato?
In queste situazioni anziché pensare che “sarebbe potuto andare meglio” accogli con fiducia cosa accade.
Qualunque cosa sia è ciò di cui hai bisogno anche se non ne hai immediata percezione.
E se una persona ti ferisce, riesci a provare un sentimento di gratitudine? Invece di restare in balia della vergogna o del rifiuto, sposta la tua energia nella bolla dell’apprezzamento.
Le persone che ti feriscono ti stanno facendo un grande dono: l’opportunità di creare una migliore relazione con te stesso, con ciò che sei e con ciò che vuoi essere. 
Presta attenzione alle parole che ti hanno ferito di più: proprio li potresti cogliere degli insegnamenti.
Stai vivendo una situazione sfidante dal punto di vista finanziario?
Ricordati sempre che la tua ricchezza è un tema molto ampio che non si limita al denaro.
La tua condizione finanziaria migliora se non diventa il metro di valutazione di te stesso o la modalità con cui misuri il tuo potenziale.
Non tutto può andare come desideri.
Ma ogni cosa può assumere l’aspetto di ricchezza. Dipende da te. Dipende dalla tua percezione del presente ma anche del passato.
Lascia andare ciò che hai perso.
Non portare la tua attenzione su ciò che è andato altrimenti rischi di offuscare la tua vista e di perderti la meraviglia che c’è intorno a te.
Quando sei solo, pensa che hai del tempo per allenare la connessione con la parte più intima di te. Sii grato agli attimi di solitudine e fanne motivo di crescita.
Tutti sperimentiamo tristezza, rabbia, paura, dolore, ansia. Siamo umani e non potrebbe essere diversamente.
Ma il fatto che tu possa provare queste emozioni non significa che tu debba giudicare ciò che le provoca come situazioni negative.
Nel momento stesso in cui giudichi qualcosa o qualcuno stai uscendo dal terreno dell’amore.
E la gratitudine è compagna dell’amore. Nasce dal cuore e si espande ovunque si scelga di portare la propria attenzione.
Fai il pieno di gratitudine. Vedrai la tua vita fiorire.

Assunta Corbo                 (http://thatsgoodnewsblog.com/fai-il-pieno-di-gratitudine/#more-8894)




venerdì 13 aprile 2018

nuvole

L’uomo seduto sulla panchina guardava rapito un gruppo di nuvole bianche che continuava a svilupparsi espandendo la propria eterea circonferenza a velocità siderale.
Pareva estasiato dalla visione di quel grandioso affresco che il sole illuminava in modo sorprendente, mentre nuove onde di bianco sempre più vivo crescevano dal di dentro. Quell’esplosione di vapore candido evocava orizzonti misteriosi e sconfinate maree spumeggianti di vita. 


lunedì 26 marzo 2018

palloni gonfiati

Ciascuno di noi si illude di essere "qualcuno" in qualcosa o, perlomeno, "qualcosa" per qualcuno, e depone il proprio cuore in simili surrogati della felicità.
Vorremmo eccellere allora in qualche capacità fisica, intellettuale o morale, o almeno in qualche abilità tecnica, artistica o sportiva, e tutto per richiamare l'attenzione su di noi; per trovare un po' di quell'affetto capace di riempire il vuoto che ci disorienta.
"Soffriamo tutti di 'mancanza di essere'; uno dei bisogni più profondi dell'uomo è il bisogno di identità: ho bisogno di sapere chi sono, ho bisogno di esistere ai miei propri occhi e agli occhi degli altri.
Tutti nasciamo con una ferita profonda che viviamo come una mancanza, una mancanza di essere. A questa mancanza cercheremo di rimediare per compensazione: ogni essere umano cercherà così di costruirsi un'identità compensatoria, diversa dall'uno all'altro, a seconda della sua ferita.
Ognuno si fabbricherà dunque un 'ego', diverso dal 'sé' vero, come un grosso pallone che si gonfia" (Jacques Filippe, libertà interiore).
Siamo tutti dei palloni gonfiati; basta una piccola puntura di spillo per andare in mille pezzi!
Ma allora qual è, in definitiva, l'unica cosa che resta e che meriti di essere conservata della nostra identità?
L'amore è ciò che resta quando, al di là dei nostri fallimenti, delle nostre divisioni, delle parole cui sopravviviamo, sale dal fondo della notte come un canto appena udibile, la certezza che al di là dei disastri delle nostre biografie, al di là della gioia, della pena, della nascita, della morte, esiste uno spazio che niente minaccia, che niente ha mai messo in pericolo e che non corre alcun rischio di venire distrutto, uno spazio intatto, quello della capacità di amare e di essere amati, su cui è stato fondato il nostro essere.

venerdì 16 marzo 2018

Human

In fondo sono solo un essere umano
una manciata di fango vivificata dalla grazia
abbiate pazienza con me